Da Wine Paris a ProWein, Vinitaly, Chengdu e Vinexpo Asia: cosa cercano davvero i buyer nel 2026?

Un mercato più selettivo, ma decisamente più concreto

Se il 2025 è stato l’anno della prudenza, il 2026 sembra essere l’anno della concretezza. Le principali fiere internazionali del vino – Wine Paris, ProWein, Vinitaly, Chengdu Wine Fair e Vinexpo Asia – hanno evidenziato un elemento comune: meno curiosità, più business.

Secondo il nostro Osservatorio, il numero di incontri qualificati tra produttori e buyer è cresciuto del 4% rispetto al 2025, mentre il tasso di conversione da primo contatto a trattativa concreta ha raggiunto il 20%, confermando una maggiore propensione all’acquisto e una più chiara definizione delle strategie distributive.

Wine Paris e ProWein: efficienza, posizionamento e marginalità

A Parigi e Düsseldorf il focus dei buyer è stato molto chiaro: meno interesse per cataloghi estremamente ampi e maggiore attenzione verso vini con un posizionamento preciso, una fascia prezzo definita e una disponibilità costante.

Secondo i dati raccolti dal nostro Osservatorio EFI, il 36% dei buyer europei e nordamericani ha indicato come prioritari prodotti in grado di garantire continuità di fornitura, marginalità sostenibile e una chiara identità territoriale.

Si rafforza inoltre il trend della premiumisation: le richieste per vini premium e super-premium sono cresciute del 7% rispetto alle precedenti edizioni.

Vinitaly: l’Italia continua a giocare un campionato a parte

Vinitaly ha confermato ancora una volta la straordinaria forza del vino italiano. I buyer internazionali hanno mostrato un interesse crescente non solo per le denominazioni più affermate, ma anche per territori emergenti e vitigni autoctoni meno conosciuti.

Secondo il nostro Osservatorio, le richieste per denominazioni emergenti sono aumentate del 12%, mentre le categorie più dinamiche sono risultate gli spumanti (+9%), i vini bianchi freschi (+6%) e i rossi premium legati a specifici territori (+5%).

Il tema più ricorrente negli incontri è stato quello della differenziazione: il mercato cerca prodotti capaci di raccontare una storia autentica e distinguersi in un contesto sempre più competitivo.

Chengdu: la Cina torna a guardare il vino italiano

La fiera di Chengdu ha restituito un’immagine diversa rispetto agli ultimi anni. Il mercato cinese resta selettivo, ma sta mostrando segnali di ritrovata fiducia.

I buyer hanno evidenziato un crescente interesse per vini dal posizionamento chiaro, packaging riconoscibile e marchi capaci di comunicare qualità e affidabilità. Dal nostro Osservatorio, le richieste per vini premium accessibili sono cresciute del 8%, mentre il segmento degli spumanti ha registrato un incremento del 3%.

La Cina non sta tornando ai livelli del passato, ma sta costruendo un nuovo modello di consumo più consapevole e orientato alla qualità.

Vinexpo Asia Hong Kong: torna la fiducia nel mercato asiatico

Tra tutte le manifestazioni del 2026, Vinexpo Asia Hong Kong è stata probabilmente quella che ha trasmesso i segnali più incoraggianti per il futuro del vino in Asia.

Hong Kong continua a rappresentare uno degli hub commerciali più importanti della regione e la presenza di buyer provenienti da Cina, Singapore, Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Malesia e Giappone ha evidenziato una rinnovata volontà di investimento.

Secondo il nostro Osservatorio EFI, il 13% degli operatori incontrati prevede una crescita del proprio business nel vino nei prossimi 12 mesi, mentre il 6% dichiara di voler ampliare il proprio portfolio di vini italiani.

Le categorie più richieste sono state gli spumanti, i bianchi premium e i vini iconici italiani con forte riconoscibilità internazionale.

Un messaggio chiaro per il futuro

Le fiere del 2026 hanno lasciato un messaggio inequivocabile: il mercato non cerca più semplicemente vini, ma brand.

I buyer vogliono partner affidabili, progetti a lungo termine, identità forti e prodotti capaci di generare valore.

In un contesto globale più complesso, il vino italiano continua a distinguersi grazie alla sua diversità, autenticità e capacità di interpretare le nuove esigenze del mercato internazionale.