Un mercato che si consolida dopo anni di espansione
Il vino italiano entra nel 2026 dopo un ciclo di crescita estremamente positivo. Il 2024 ha segnato un record storico con circa €8,1 miliardi di export (+5,5%), mentre il 2025 si è chiuso a €7,7 miliardi (-3,7%), accompagnato da una lieve contrazione dei volumi pari al -1,8% (circa 2,1 miliardi di litri), secondo i dati Nomisma.
Più che un segnale negativo, si tratta di una fase di consolidamento fisiologico. In questo contesto, i primi mesi del 2026 mostrano segnali di stabilizzazione e ripresa, come evidenziato dai dati dell’Osservatorio EFI.
Q1 2026: segnali positivi dall’Osservatorio EFI
Secondo i dati interni EFI, il primo trimestre 2026 evidenzia una crescita del network analizzato, con un export in aumento del +2% a valore rispetto al Q1 2025, e stabile a volume.
Il dato più rilevante è la continuità della crescita anche in un contesto globale più selettivo, a conferma della solidità del posizionamento del vino italiano sui mercati internazionali.
Stati Uniti ed Europa: mercati maturi ma dinamici
Gli Stati Uniti restano il primo mercato di riferimento, nonostante un 2025 chiuso a circa €1,76 miliardi (-9%), secondo i dati de Il Sole 24 Ore. I dati EFI indicano per il Q1 2026 una stabilizzazione del mercato (tra 0,5% e 1%), con performance particolarmente positive per i segmenti premium e per gli spumanti (+5%).
In Europa, la Germania ha mantenuto una sostanziale stabilità nel 2025 (+0,6% in valore), secondo dati de Il Sole 24 Ore, mentre i dati EFI per il Q1 2026 indicano una crescita moderata (+2%). Il Regno Unito, dopo un calo del -3,9% nel 2025 (dati de Il Sole 24 Ore), mostra segnali di ripresa più dinamici, con una crescita stimata del +0,8%, trainata da prodotti con forte identità.
Mercati emergenti: crescita e nuove traiettorie
I dati EFI evidenziano una crescita significativa nei mercati emergenti. Il Brasile registra un incremento del +3% nel Q1 2026, mentre il Vietnam cresce del +5%, confermando il crescente interesse verso il vino italiano.
Anche l’Asia mostra segnali di ripresa: nonostante il calo di oltre il 20% della Cina nel 2025 (dati Nomisma), il primo trimestre 2026 evidenzia un recupero (+1,5% secondo EFI), con una domanda in evoluzione verso prodotti più distintivi.
Premiumization e polarizzazione del mercato
L’Osservatorio EFI conferma una tendenza chiara: la crescita è sempre più guidata dal segmento premium. Nel Q1 2026, questo segmento registra una crescita del +3%, mentre il segmento entry-level mostra un andamento più contenuto (+1%).
Le referenze premium rappresentano oggi il 20% del totale export EFI, in crescita rispetto al 15% del 2025, evidenziando un cambiamento strutturale nella domanda.
Spumanti e vini bianchi trainano la crescita
Gli spumanti si confermano tra le categorie più dinamiche, con una crescita del +6% nel Q1 2026, in continuità con un trend che nel 2024 li vedeva già rappresentare il 28,4% del valore export italiano.
Anche i vini bianchi registrano una crescita (+1,5%), mentre i vini rossi mantengono una buona stabilità (0,5%), con performance migliori nei segmenti di fascia alta.
Outlook 2026: crescita più selettiva ma strutturale
Secondo l’Osservatorio EFI, il 2026 si prospetta come un anno di crescita, con un incremento stimato tra il +8% e il +12%. I mercati emergenti continueranno a guadagnare peso (+18%), mentre quelli maturi offriranno stabilità e opportunità di sviluppo qualitativo.
Il vino italiano conferma così la propria capacità di evolvere, rafforzando un modello di crescita basato su valore, posizionamento e riconoscibilità internazionale.